Come curare l'ansia

Come curare l'ansia

La cura dell’ansia è uno dei “buoni propositi” del nostro secolo, dato che un gran numero di persone (giovani ed adulti) ne soffre.

Il percorso per curare l’ansia è strettamente collegato all’età della persona, alla fase di vita che sta attraversando ed al personale modo di reagire alle situazioni emotivamente rilevanti. 

 

Tre aspetti da tenere presenti per curare l’ansia:

  • le differenti costellazioni sintomatologiche (ad esempio: sensazione di panico, paura, tachicardia, dolori corporei, tensioni muscolari, giramenti di testa, nausea, emicrania, disturbi del sonno, ecc.). 
  • le situazioni quotidiane che scatenano l’ansia: quali sono? ad esempio: lavoro, scuola, situazioni prestazionali, sentimentali, relazionali, ecc.
  • la valenza affettiva soggettiva, cioè il senso che ciascuno da’ al suo modo ansioso di reagire a determinate circostanze: che senso ha quella reazione in quella circostanza? Può essere ad esempio un segnale di insicurezza, paura, confusione, sfiducia, ecc.

E’ necessario tenere conto di tutte queste componenti e metterle in relazione con la storia personale di ciascuno per attivare un’affidabile cura dell’ansia.


Come valutare se curare l'ansia

Quando non intervenire

Può non essere sempre necessario curare l’ansia, dal momento che essa ha anche una sua buona funzione. Ad esempio nel momento in cui l’ansia funge da “segnale di allerta” quando qualcosa non sta andando nel verso giusto. Oppure nelle situazioni in cui l’ansia diventa “un modo di attivarsi”, quando ad esempio ci si mette in gioco (prove scolastiche e lavorative, appuntamenti importanti). Questi sono casi in cui possiamo parlare di “ansia fisiologica”, che forse è più utile accettare come parte della vita emotiva di ciascuno, piuttosto che come ansia da curare.

 

Quando intervenire

Può essere utile curare l’ansia quando gli stati ansiosi sono frequenti, diffusi in vari contesti della vita e intensi quanto basta per influenzare anche molto la vita di tutti i giorni. L’ansia può invadere ambiti familiari, lavorativi, amicali, sentimentali e molte delle attività quotidiane, condizionando fortemente il benessere psico-fisico della persona. La persona può  manifestare stati di timore, disorientamento, confusione, stanchezza ed insofferenza consistente e prolungata nel tempo. In questi casi può essere necessario curare l’ansia.


Perché rivolgersi allo psicologo per curare l’ansia

Il confronto con un professionista esperto è utile perché la situazione d’ansia che perdura nel tempo tende a consolidare delle convinzioni negative su di sé e sul mondo:

  • senso di pericolosità e fatica
  • incapacità di ideare nuove soluzioni e agire cambiamenti 
  • senso di sfiducia in se stessi e negli altri
  • crollo della speranza di trovare una via di uscita
  • senso di impotenza
  • senso di solitudine 
  • paura di non essere capiti o di deludere le persone vicine

Tali convinzioni bloccano le possibilità di cambiamento. 


STRUMENTI per curare l'ansia

L’incontro con lo psicologo può essere utile ad uscire da questa situazione, attraverso:

1) L’INDIVIDUAZIONE DI NUOVE PROSPETTIVE e NUOVI SIGNIFICATI POSSIBILI della situazione che si sta vivendo. Lo psicologo offre un ascolto attento e sincero, privo di giudizio, ma nello stesso tempo pronto a cogliere possibili aspetti di fragilità che possono mettere in scacco l’equilibrio psico-affettivo della persona. 

 

2) LA COMPRENSIONE DELLA DISCREPANZA TRA RAZIONALITÀ ed IRRAZIONALITÀ. Ciò è necessario, dal momento che l’ansia ha una componente irrazionale predominante. Ad esempio ci si può trovare in uno stato d’ansia improvviso, che compare nel mezzo della giornata senza un apparente motivo. Oppure, anche quando l’origine dell’ansia è chiaro, non si sa bene come gestire la cosa. 

 

3) LA CONSAPEVOLEZZA DELLE CIRCOSTANZE (INTERNE ED ESTERNE)  CHE GENERANO ANSIA. Può essere molto importante riflettere e distinguere tra: A) dimensione soggettiva interna dell’ansia: cioè cosa in particolare la persona vive come ansiogeno; oppure B) situazioni della vita di tutti i giorni che sono oggettivamente fonte di ansia in modo razionalmente comprensibile. 

 

4) COSTRUZIONE DI UN’IMMAGINE DI SÈ IL PIÙ REALISTICA POSSIBILE. Ciò presuppone “fare i conti con la realtà” e prendere coscienza dei propri punti di forza e di debolezza, al fine di prendersi cura delle proprie fragilità, senza combatterle. Questo processo permette spesso una maggiore fattibilità dei progetti futuri. 

 

Età diverse possono avere ansie diverse.
La cura dell’ansia dovrebbe tenere conto di questa variabilità


Tipi di ansia

L’ Ansia da controllo può essere presente nella vita di giovani ed adulti. Si manifesta durante tutta la giornata, mentre si svolgono le normali attività quotidiane. Ad esempio si ha la persistente sensazione di non farcela a portare a termine tutte le occupazioni della giornata, si è in una rincorsa continua degli orari e delle cose da fare. Il tempo non basta mai e al pensiero della giornata che si deve affrontare, si avrebbe voglia che fosse già sera per infilarsi nuovamente sotto le coperte e non pensare più a nulla. Spesso in questi casi si è invasi da pensieri ripetitivi, che tentano di controllare ed organizzare al meglio il proprio tempo. Si va alla ricerca dell’organizzazione perfetta. 
Per curare un’ansia di questo tipo è opportuno chiedersi quale possa essere la funzione emotiva positiva di questa modalità di controllo. 

 

L’Ansia prestazionale può colpire ad esempio persone che vivono situazione particolarmente stressanti in ambito lavorativo. E’ connessa al timore di non essere all’altezza del proprio compito, di non poter affrontare la relazione con i colleghi o con il proprio capo. In questi casi spesso l’ansia ha un effetto paralizzante. Ci si sente congelati, le parole non escono dalla bocca, si sprofonda in un baratro, mentre le parole del nostro interlocutore diventano sempre più lontane ed incomprensibili. 
Per curare l’ansia, in questo frangente, è utile indagare gli aspetti identitari che hanno a che fare con il valore di sé, personale e professionale.

 

La fobia scolare in giovane età (aggiungi link a pagina psicologia adolescenza) può essere strettamente collegata a difficoltà prestazionali. Essa costringe nei casi più gravi al ritiro dal percorso di studio. Solitamente la ritirata è graduale, e può riguardare anche attività da sempre non problematiche per il ragazzo in questione. Ad esempio studenti da sempre molto bravi possono ritrovarsi impossibilitati ad affrontare lo studio e le prove d’esame. 
Un’utile cura dell’ansia  è necessario tenga conto della crisi in atto rispetto al valore di sé, crisi che spesso conduce ad un cortocircuito delle proprie risorse mentali, affettive e cognitive.

 

L’Ansia sociale può essere spesso connessa alle due situazioni precedenti. Comporta difficoltà relazionale con persone e con esperienze di vario tipo, con un peggioramento nei contesti sconosciuti ed imprevisti. Il senso di pericolo di solito permea un gran numero di relazioni, fatto che può indurre alla chiusura e all’isolamento, nell’ottica di difendersi da eventuali pericoli. In questi casi può intensificarsi l’uso della rete virtuale, e delle opportunità di incontro che internet consente. 
Per curare l’ansia in questo caso è utile indagare la storia personale, alla ricerca di esperienze passate negative o traumatiche, magari avvenute in giovane età. E’ frequente compaia la paura che possano emergere segreti del passato.

 

L’Insonnia può accompagnare alcuni stati ansiosi. Si va a letto con la paura che, come la sera precedente, non si finirà mai di girarsi nel letto. Forse ci si addormenta,  ma ogni ora o quasi è scandita dal passaggio dello sguardo sull’orologio. Si guarda un film, si legge un libro, fino a quando non si riescono più a tenere le palpebre aperte. Sembra il momento buono di spegnere la luce. Ma appena la luce si spegne, ecco il primo pensiero disturbante, la prima scarica di adrenalina, che dissipa completamente ogni torpore. Nonostante lo sforzo di non pensare per addormentarsi, si arriva alle prime ore del mattino, quando esausti si chiudono gli occhi, con la sveglia che suonerà due ore dopo. Ci si sveglia con la sensazione di non aver dormito, talvolta più stanchi di quando si è andati a letto. 

 

In queste situazioni lo sconforto può essere davvero dietro l’angolo. Talvolta possono sopraggiungere sentimenti di tristezza e depressione accompagnati da uno stato di apatia e diminuzione del desiderio di fare qualunque cosa. 


Per concludere sulla “cura dell’ansia”

Abbiamo cercato nei paragrafi precedenti di dare qualche spunto sul come curare l’ansia, nella speranza che possa essere utile a chi ha il desiderio di provare a comprendere un poco di più le situazioni di tensione che, talvolta o spesso, lo mettono in difficoltà. Può davvero valere la pena prendersi cura dell’ansia, per semplicemente cercare di vivere meglio con se stessi e con gli altri. 

Il confronto con uno psicologico-psicoterapeuta può aiutare ad inquadrare un poco meglio la propria situazione personale, e la strada possibile per curare l’ansia.

Se siete interessati a chiedere un consulto presso Area G - Centro di Psicologia Clinica


Contattaci

02.39520764 info@areag.net