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Giorgio Armani. Milano, per amore – Pinacoteca di Brera

A cura di Carlo Pietrasanta

Inizia tutto con un vestito blu, una persona che legge, una tela ‘Disputa di Santo Stefano nel Sinedrio’ di Vittore Carpaccio.
A Brera nella Pinacoteca c’è tantissima gente. Molti stranieri. Persone che guardano vestiti.Qualcuno guarda i quadri.

Molti fotografano.
La pinacoteca è bellissima. L’allestimento funziona alla grande.
Una intuizione: confrontare la palette, la scelta dei colori, le forme degli abiti di Armani con quanto presente nei quadri.
Abiti che abitano dei corpi. Abiti che ci parlano di persone del passato e di noi.
Personalmente non ho mai ‘vestito Armani’. Ma le sue ‘cose’ mi hanno sempre colpito.
Parliamo di quadri e parliamo anche, casualmente, di blu.
‘La disputa di Santo Stefano’ di Carpaccio, citata prima, è una tela commissionata dalla Confraternita del Santo che riuniva i lavoratori della lana. L’ambientazione e’ esotica, abbigliamento dei personaggi alla veneziana e all’orientale. Dallo scuro al rosso degli abiti ai turbanti bianchi.
Dell’abito blu di Armani è quasi scontato pensare come un corpo di donna potrebbe abitarlo.
Un altro dipinto.
Un grandissimo telero di Gentile e Giovanni Gentile. ‘Predica di San Marco in una piazza di Alessandria d’Egitto’
Gli abiti di Armani grigi. Nel telero un universo di persone, una chiesa che fa pensare a Venezia, donne velate, una giraffa. San Marco risalta con la sua tunica blu.
Ancora. Piero della Francesca. La pala di Brera.
La Madonna ha un abito blu con un bordo ricamato sopra una veste dai colori giallo oro e porpora. Ai suoi lati angeli con tuniche in preziose stoffe colorate. Armani nella stanza con tessuti di un beige ‘minimalista’.
Brera riserva sempre nuove scoperte. Questa volta mi è stato d’aiuto Giorgio Armani.

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