I confidenti (Iperborea, 2024), romanzo d’esordio della scrittrice tedesca Charlotte Gneuss, cattura il lettore dalla prima pagina e non lo lascia più, perché anche dopo averne terminato la lettura, rimane impresso, appiccicato, si vorrebbe restare con i personaggi, sapere di più su ciascuno di loro, sul futuro delle loro storie. Dov’è finito Paul? Cosa ne sarà di Marie? E Karin, resterà, partirà, farà il salto?
Motivi per leggerlo, secondo me:
ci fa fare un duplice viaggio nel tempo, nei sobborghi di Dresda alla fine degli anni ’70 e di nuovo dentro all’adolescenza, quella dei protagonisti come la nostra, entrambe così vivide tra le pagine implacabili e anche tenere di questo libro.
Ci fa toccare con mano il clima di un contesto storico noto ma anche tanto lontano, quello della Germania Est durante la DDR.
Ci accompagna nel mondo interno di un gruppo di ragazze e ragazzi all’ultimo anno della scuola superiore, alle prese con famiglie complicate, primi amori travolgenti, curiosità per il futuro, sogni grandissimi, feste proibite, l’enormità del quotidiano, dei piccoli cambiamenti, dei legami di amicizia.
Ci tiene col fiato sospeso, quasi come un thriller: chi è il morto che incontriamo nella primissima pagina? Di chi è possibile fidarsi? Chi sono, davvero, i personaggi ai quali ci affezioniamo leggendo questo romanzo? Ci possiamo affezionare? Ci possiamo fidare di loro e dei nostri sentimenti per loro?
Un romanzo che sa essere al tempo stesso misterioso e chiarissimo, oscuro e luminoso, tenero e spietato, che abbaglia, stordisce, commuove, tutto in poco più di duecento pagine.
