Chi è l’autore?
Daniel Stern è stato uno psichiatra e psicoanalista statunitense. Professore onorario di Psicologia all’Università di Ginevra e professore di Psichiatria presso il Medical Center della Cornell University di New York. Si è occupato, per molto tempo, di infant research e delle dinamiche intersoggettive e relazionali della diade madre-bambino.
Di cosa parla?
Pubblicato nel 2004 (in Italia nel 2005), “Il momento presente” è un testo essenziale, a mio parere, per comprendere meglio l’ambito clinico, di orientamento psicodinamico (o psicoanalitico), attuale. Secondo l’autore, l’attività di psicoterapia (così come la vita quotidiana) è composta da svariati momenti presenti nei quali avvengono intensi contatti diadici che formano, quella che Stern chiama, “la coscienza intersoggettiva”. Essa va considerata come un evento inter-psichico che riguarda due menti, due individui (terapeuta-paziente; madre-bambino; due amanti o due amici) che co-creano un’esperienza relazionale in un momento presente condiviso.
Questi momenti sono emotivamente carichi e fanno parte, necessariamente, del qui ed ora della relazione, ovvero del tempo presente. Si configurano come esperienze di incontro che consentono il cambiamento terapeutico: viaggi affettivi condivisi in cui due persone attraversano insieme uno stesso paesaggio emotivo.
I momenti di incontro, descritti dall’autore, rappresentano alcune delle esperienze più importanti in psicoterapia. Molto spesso sono quei momenti che restano impressi, anche a distanza di anni, come una svolta nell’andamento della terapia.
Il focus è sul processo relazionale ed intersoggettivo della psicoterapia (vissuto nel presente) più che sul contenuto (ciò che dal passato emerge nelle sedute); l’inconscio, nel testo, è inteso come conoscenza implicita più che rimossa.
Servendosi di affascinanti esemplificazioni cliniche, Stern descrive quei momenti nei quali, durante la psicoterapia, sentiamo che è successo qualcosa di importante ma non sappiamo con esattezza descrivere ciò che è appena accaduto. In quel preciso istante lo stiamo vivendo nel presente, ne stiamo facendo esperienza mentre sta accadendo fenomenicamente e quindi ci è difficile tradurlo simultaneamente in codice linguistico e forse il solo provarci comprometterebbe il processo esperienziale in essere. Questi attimi condivisi (generatori di cambiamenti terapeutici e utili a preparare il terreno alle interpretazioni) avvengono quando paziente e terapeuta sono disposti ad essere presenti a se stessi e all’altro in modo autentico, come esseri umani, senza rifugiarsi in interventi tecnici non realmente (ed emotivamente) partecipati o in pseudo-psicoterapie difensive.
Perché consigliarlo?
Libro consigliato a tutti gli psicoterapeuti (e addetti ai lavori) interessati allo studio della relazione come processo esperienziale diadico in divenire. Il libro esplora i territori dell’intersoggettività e pur trattandosi di territori sommersi, localizzati nella memoria implicita, Stern ne illustra i punti cardinali con chiarezza e rigore.
