Chi è l’autrice?
Danielle Quinodoz (1934-2015) è stata membro didatta della Società Svizzera di Psicoanalisi e dell’Associazione Psicoanalitica Internazionale.
Di cosa parla?
“Le parole che toccano” è un libro citatissimo che ha accompagnato il mio intero percorso di formazione, pur essendo stato, purtroppo, per molto tempo introvabile.
Ho cercato invano l’edizione Borla in diverse librerie, rassegnandomi infine all’idea che il libro della psicoanalista di Ginevra rappresentasse un’inarrivabile oggetto del desiderio.
La casa editrice Mimesis (a cui sono grato) l’ha ristampato nel 2022 e mi ha dato così la possibilità di leggerlo e finalmente apprezzarne i preziosi contenuti.
“Le parole che toccano” è un libro fondamentale, a mio parere, per tutti gli psicologi, psicoanalisti e psicoterapeuti; emozionante ed intimo ma allo stesso tempo di grande contenuto teorico-concettuale.
Le parole, chi fa il mestiere del terapeuta lo sa bene, non risuonano solo nell’orecchio cognitivo di chi le ascolta, spesso sono in grado di toccare il mondo interno della persona che le riceve.
Quinodoz si interroga, e ci interroga, sulle modalità di comunicazione (cognitiva, emotiva ed affettiva) più idonee al dialogo con i pazienti in analisi.
Prendendo le mosse dalle teorie bioniane, l’autrice ci parla dell’eterogeneità dei pazienti: caratteristica strutturale, di molti pazienti, che non permette al clinico di inquadrarli in categorie diagnostiche prototipiche e ben delineate.
Il paziente eterogeneo contiene nel suo mondo interno parti adattive (e adattate) e parti altamente disfunzionali (o psicotiche). La coesistenza di esse genera nell’individuo una fragilità nel senso di coesione di Sé ed un’angoscia legata alla paura di impazzire. Di potersi frammentare da un momento all’altro.
Secondo l’autrice, queste persone hanno bisogno di parole che riescano a toccare tutte le parti interne, con codici comunicativi e linguaggi variabili e differenti.
Quinodoz oscilla, in modo piacevole, tra clinica e teoria rendendo il libro scorrevole pur essendo denso di contenuti.
Perché consigliarlo?
Consigliato a tutti i terapeuti ( in formazione e non )che non hanno mai smesso (e non vogliono farlo) di imparare a parlare con i loro pazienti.
