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Parti e omicidi - Murata Sayaka

A cura di Gaia Orsenigo

Parti e omicidi è un libro di Murata Sayaka, scrittrice giapponese vincitrice di numerosi premi letterari, tra cui il Premio Akutagawa per il suo romanzo “La ragazza del convenience store” .

Nessuno si salva da solo ha detto Margaret Mazzantini, ma sembra che qualche dubbio a Sayaka sia venuto.

In quattro racconti, la scrittrice accompagna il lettore in un Giappone distopico – chissà poi quanto lontano -, dove l’omicidio, la coppia, il sesso e la morte vengono vissuti con modalità completamente diverse da quelle che ci potremmo aspettare noi, abitanti del nostro presente. L’omicidio diventa la spinta necessaria per procreare nuove vite, la coppia diventa obsoleta e deve lasciare spazio alla troppia e i progressi medici e tecnologici hanno ormai sconfitto la morte.

Racconto dopo racconto, il corpo si fa sempre più individuale, solitario e non ha più bisogno dell’incontro con l’altro. I figli si fanno da soli senza utilizzare più i “disgustosi metodi naturali”, il sesso non si chiama più così, si fa a tre, e il corpo dell’uno diventa proprietà senza voce degli altri due, si cerca il “matrimonio pulito” in cui non c’è bisogno di avere alcun rapporto fisico e si decide quando, e come, porre fine alla propria vita, spegnendo un corpo che la scienza ha reso immortale.

Dell’incontro con l’altro, dunque, non c’è più bisogno? Si può fare tutto da soli?

Si nasce e si muore per propria volontà, incontrare e toccare il corpo dell’altro è diventato innaturale, non necessario e superfluo, addirittura disgustoso.

Siamo così spaventati dalla relazione con l’altro da tendere verso la solitudine più totale? È davvero possibile vivere senza lasciarci toccare?

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