Che cos’è il male?
Emilia lo scopre dentro di sé da ragazzina, in costume da bagno nella spiaggia vicino a casa.
Bruno, invece, lo vede fuori nel mondo, lo guarda dritto negli occhi e non riesce più a dimenticarsene. Un male che stordisce e divora, un male di cui vergognarsi.
Dov’è il male?
Nel corpo e nei pensieri di Emilia, nelle compagne di stanza, nei ricordi.
O forse nel mondo, nell’esistere umano, nei rapporti familiari.
Ma oltre il male, qualcosa esiste?
Un bene raggiunto a fatica, nel rifugio della solitudine.
Un bene sussurrato sotto cumuli di neve, nella segretezza di un incontro.
Un bene detto a voce alta, che confonde e spaventa.
Un bene, infine, trovato anche dentro a quel male. Un male che una volta visto si trasforma, non per sparire ma piuttosto per aprirsi a quell’oltre, che comunque esiste.
Silvia Avallone scrive un romanzo stupendo che scava e interroga su cosa siano il male e il bene, e su come poter resistere, ed esistere, nonostante tutto.
