Il 28 ottobre 2023 si è tenuto il seminario dal titolo “Il sogno oggi. Ricerca, neuroscienze, interpretazione” organizzato dal Centro Studi per la Cultura Psicologica e aperto dai Dott. Madeddu -psichiatra e psicoanalista IAAP- e Dott. Maggiolini- psicologo e psicoterapeuta.
Il sogno è da sempre un tema di straordinario fascino in cui ci si affaccia su un mondo altro, misterioso e inafferrabile, il cui accesso può avvenire con gli strumenti della ricerca scientifica, degli aspetti socio-culturali, antropologici e della clinica. Permette una percezione incredibilmente immediata di molti aspetti della nostra esperienza umana.
Il seminario è stata una preziosa occasione di esposizione e confronto su punti di vista diversi sul sogno, attraverso riflessioni molto interessanti sul tema che qui vengono riportate sinteticamente.
Il Dott. Massimini – medico e neurofisiologo- ha trattato il tema della dialettica tra sonno, sogno e coscienza. Durante il sonno profondo, momento in cui accadono attività mentali importanti, il cervello che dorme – in un affascinante meccanismo omeostatico di disconnessione da stimoli esterni – lavora per riequilibrare l’attività sinaptica e mantenere ciò che nella giornata si è appreso e le nuove connessioni create. Si sogna in altri momenti del sonno, dove si registra un’attivazione cerebrale più simile alla veglia, in sospensione di azione e consapevolezza. Nel sogno, come anche in altri stati della mente, è presente una particolare attivazione della corteccia che mostra una mente in dialogo con se stessa, indicatore di coscienza. Non è quindi il grado di performance a parlare della presenza di coscienza, come nel caso delle intelligenze artificiali, quanto la presenza di un dialogo interno, situazione che può avvenire anche per certe situazioni di pazienti in coma.
Il Dott. Schredl – psicologo ricercatore- ha studiato per molti anni ciò che avviene nel sogno, le differenze con la veglia, le possibili funzioni dell’attività onirica, presentando ricerche condotte in Germania con il suo staff. Gli studi hanno riguardato i contenuti dei sogni a partire da interrogativi riguardo alla correlazione tra sogno ed elaborazione di eventi luttuosi, consolidamento della memoria, miglioramento prestazionale in caso di allenamento durante sogni lucidi. Le evidenze di ricerca mettono in luce come il sogno favorisce sicuramente le idee per la veglia, ma diventa maggiormente complesso individuare precise funzioni e studiarne contenuti invarianti. Questo è dato dal fatto che non è possibile studiare direttamente il sogno sognato, che per sua natura resta inafferrabile, ma bisogna avvalersi del sogno raccontato.
La Dott.ssa Cecconi – antropologa – ha presentato una interessante ricerca etnografica svolta dalle montagne andine alle periferie marsigliesi, che l’ha vista coinvolta in due contesti differenti. Attraverso il suo lavoro di ricerca ha potuto osservare come il sogno parla della società: contesti sociali diversi producono sogni differenti. Anche il luogo dove si dorme assume una rilevanza centrale. Nei paesi andini, oggetto di ricerca, si dorme insieme e il sogno assume una valenza collettiva. Ci si racconta i sogni in una dimensione di condivisione; i sogni permettono un avvicinamento alla storia politica, un recupero della comprensione di un’epoca storica. Il sogno diventa sia un rivelatore di crisi sociale che uno strumento di rielaborazione collettiva di separazioni e perdite attraverso l’immaginario. Laddove sono presenti rotture traumatiche di una continuità (guerra e spostamento dovuto alla migrazione), i sogni garantiscono una continuità interiore e una coesione di vita.
Il Dott. Baroni -artista multidisciplinare- ha presentato un interessante lavoro realizzato a partire dalla raccolta dei sogni durante la pandemia. L’artista, partendo dall’interrogativo su come potesse essere vista e condivisa l’esperienza onirica collettiva, ha provato a ricreare i sogni tramite l’intelligenza artificiale, immettendo nella macchina la narrazione del sogno e chiedendo come output una traduzione in immagine. Attraverso questa nuova frontiera, l’artista ha voluto rappresentare creativamente i vissuti traumatici e carichi di angoscia che si sono mossi nell’inconscio collettivo durante un momento storico così recente e complesso.
La Dott.ssa Ferruta -psicologa e psicoanalista con funzioni di training della SPI e dell’IPA – ha sottolineato la dimensione creativa del sogno, in una configurazione paradossale in cui attraverso il sogno si creano mondi in un allargamento spazio temporale inimmaginabile, pur in una condizione corporea di immobilità e sospensione di attività. Il sogno è ancora considerato la via regia all’inconscio, permette l’incontro tra sé e l’alterità, attinge alla riserva infinita di vitalità di cui il soggetto non è consapevole, amplia gli orizzonti e permette di rendere pensabili esperienze sensoriali. Sogno e vivere reale diventano così due dimensioni che si arricchiscono reciprocamente.
Il Dott. Maggiolini -psicologo e psicoterapeuta- ha proposto di analizzare il sogno a partire dai contenuti tipici del sogno. La sua proposta è di considerarli come metafore affettive universali, immagini dell’inconscio comuni a molte persone e molto frequenti: nella metafora vengono fatte analogie, viene espresso un contenuto affettivo. I sogni, come storie, lavorano come metafore e associazioni che servono per dare un significato emotivo a ciò che viviamo. L’interpretazione di Freud si basa sul simbolismo e sulle libere associazioni, dove un contenuto viene tradotto in un altro contenuto in base ad una teoria di riferimento, discostandosi molto da quello manifesto. Maggiolini propone invece un’interpretazione metaforica e narrativa aderente al testo che vada a cogliere le categorie affettive rappresentate.
Il Dott. Piotti – psicologo e psicoterapeuta- ha presentato nel suo intervento un lavoro ad opera di Franco Fornari di rilettura del primo Freud nel “sogno di Irma”. Fornari ha proposto una modalità di interpretazione del sogno che integra tre livelli: sintattico (testo del sogno e associazioni libere), semantico (interpretazione simbolica) e il piano della scena circostanziale (discorso che sottende il sogno), con maggior investimento sul livello di interpretazione simbolica. Nel nostro inconscio ci sono infatti “simbolizzati originali”, tratti inconsci condivisi da tutta l’umanità in senso genetico, chiamati coinemi (parentemi ed erotemi), che ritornano in sogni, simboli e miti e possono essere letti per una migliore comprensione del significato nascosto del sogno. Questo modo di vedere l’inconscio, ancora molto interessante per il lavoro attuale, favorisce una comprensione profonda del sogno e arricchisce il suo significato.
Per poter visionare il seminario completo in FAD asincrona, si rimanda al sito web del Centro Studi per la Cultura Psicologica (https://www.centroscp.com/il-sogno-oggi-ricerca-neuroscienze-interpretazione-ecm/).
