Teatro, psicologia, adolescenti.
Come può il teatro parlare di e con i giovani? E qual è il senso di una tale sfida?
Intervistiamo Giacomo Ferraù e Giulia Viana della compagnia teatrale “Eco di fondo” per provare a dare risposta ad alcune domande che ci interrogano come adulti che, occupandosi di adolescenti, cercano sempre nuove strade per meglio comprenderli e conoscerli.
Per incominciare, abbiamo chiesto loro di parlarci proprio della loro compagnia, Eco di fondo. Da dove nasce un nome così evocativo? E come mai hanno scelto di dedicarsi ad un progetto di teatro rivolto anche ai ragazzi e in particolare agli adolescenti?
Eco di fondo è una compagnia teatrale. Partiamo dal nome, ci piace raccontarlo così: L'”eco di fondo” (o radiazione cosmica di fondo) è la testimonianza viva della nascita dell’universo in tutta la sua bellezza. Ma la bellezza è un enigma. L’arte, la musica, il teatro, come paradigmi di quell’atto creativo iniziale sono l’eco impalpabile di quel mistero.

Ci siamo fondati nel 2009: Giacomo Ferraù e Giulia Viana, dopo la formazione all’Accademia dei Filodrammatici di Milano dove si sono scoperti e conosciuti, hanno deciso di impegnarsi nella costruzione di una propria realtà teatrale, autorale e “artigianale”. Negli anni si sono aggiunte tante collaborazioni preziose che hanno fatto crescere la compagnia arricchendola di contenuti, abilità ed esperienze.
Tuttora ci occupiamo di prosa per adulti, teatro ragazzi, teatro musicale e insegnamento. Cerchiamo di lavorare per un teatro etico, e da una decina d’anni abbiamo scelto di affiancare a temi di attualità a miti o fiabe note. Ci occupiamo di teatro di prosa, teatro ragazzi e teatro musicale. Dal 2018 al 2021 la compagnia è stata sostenuta dal MiC come impresa di produzione Under 35; dal 2022 è sostenuta dal MiC come Impresa di Produzione di teatro nell’ambito della sperimentazione. Ci siamo avvicinati al teatro ragazzi cogliendo l’occasione di un bando, Premio Scenario Infanzia, edizione 2012, e abbiamo partecipato con un progetto per ragazzi dagli 8 anni. Siamo arrivati in finale e da quella esperienza abbiamo capito l’importanza di curare e praticare un rapporto diretto con le nuove generazioni, anche e soprattutto perché saranno loro il nostro futuro.
La Sirenetta è uno dei primi lavori della compagnia. Abbiamo quindi chiesto a Giulia e Giacomo di parlarci del tema che in quell’occasione hanno scelto di approfondire (l’omosessualità e l’accettazione di sé nella costruzione della propria identità di genere) e dell’impatto che tale lavoro ha avuto su di loro, come persone e artisti, e sul pubblico.
La Sirenetta rientra nel filone di accostamento tra fiabe e temi di attualità. In questo caso prendiamo ispirazione dalla fiaba di Andersen per affrontare il tema dell’amore, quello più grande, quello verso sé stessi. Proprio perché la Sirenetta rinuncia alla sua coda – una parte del suo essere – e alla sua voce – quindi alla sua possibilità di esprimersi – per amore di un altro da cui sarà rifiutata, così abbiamo voluto avvicinarci ai casi di suicidi di giovani che scelgono di togliersi la vita perché non si sentono accettati per il proprio essere. Lo spettacolo debutta nel 2016, ma, purtroppo è il tema è sempre attuale.

Lo spettacolo ha un grande impatto sia sugli adulti che sui ragazzi e sulle ragazze delle scuole secondarie di secondo grado. Il giovane pubblico riconosce nel percorso del protagonista qualcosa che lo avvicina a loro: nella nostra Sirenetta si racconta della crescita di un ragazzo che nasce con una coda, mentre intorno a lui, i suoi genitori, amici, conoscenti hanno le gambe. Immaginiamo si senta compreso nel sentirsi “diverso” o “speciale” dagli altri, una percezione che tutti noi abbiamo vissuto in un modo o nell’altro nella nostra vita. Di solito durante lo spettacolo percepiamo una grande tensione in platea e al termine della replica c’è sempre bisogno di un momento prima di riuscire a rompere quel muro palco-platea per riuscire ad aprire un dialogo perché il coinvolgimento è spesso molto forte. La rappresentazione aiuta a mettersi nei panni di, quindi risveglia un sentimento di empatia.
Per noi attraversare questi temi è stato un viaggio bellissimo e doloroso. Non potevamo non immergerci anche noi nel vissuto di quei ragazzi e quelle ragazze, delle loro testimonianze prima di compiere questo gesto estremo, o del silenzio di chi non è riuscito a farlo. Abbiamo lavorato un anno, prendendo molto tempo per formulare le parole, i gesti e le forme adatte per raccontare con rispetto qualcosa di davvero troppo più grande di noi. E in fondo, abbiamo tutti lavorato sulla nostra coda, sulla difficoltà che ognuno di noi ha avuto, per trovare un’autenticità che fosse solo nostra. A questi momenti si sono alternati anche altri di grande ilarità, sentivamo il bisogno di trovare altre voci e ci siamo immagina1 i personaggi dei giocattoli del protagonista (Barbie e Ken) che in modo ironico prendono le distanze da quel mondo e raccontano di una società superficiale e discriminatoria.
Eco di Fondo è una realtà viva, curiosa e frizzante, con tante idee che nel tempo hanno presto forma e rappresentazione, o che sono attualmente in cantiere…
Dopo il primo spettacolo, Nato ieri, sull’amicizia tra un bambino nato nel corpo di un adulto e un ragazzino che è stato abituato a crescere in fretta, abbiamo prodotto O.Z., Storia di un’emigrazione in cui parliamo del tema dell’immigrazione attraverso il romanzo di Baum; Pollicino in cui un nonno, Pollicino, si fa sempre più piccolo fino a scomparire; Narciso per parlare ai bambini e alle bambine della dipendenza dagli schermi attraverso il mito greco.
Molto apprezzato dai giovani spettatori (scuola secondaria superiore) è anche Sono solo nella stanza accanto, coproduzione Eco di fondo/Caterpillar, in cui siamo partiti dalla tragica storia di Michele Ruffino per raccontare la vita di due gamer che si conoscono giocando online e da cui emergono storie di bullismo e di violenza.
Da due anni presso il Teatro Elfo Puccini ci occupiamo dell’ideazione e della gestione di ELFO SUMMER CAMP, un campus estivo per giovani amanti del teatro in cui si costruisce uno spettacolo in una settimana, e IMMERSIONI TEATRALI PER CITTADINI CONSAPEVOLI, con focus su bullismo, cyberbullismo e discriminazione, una settimana – in febbraio, in prossimità del Safer Internet Day – in cui presentiamo diversi spettacoli alle scuole che trattano questi temi (La Sirenetta, Narciso, Sono solo nella stanza accanto, O.Z., storia di un’emigrazione) per chiudere poi con una giornata aperta a tutti ad ingresso gratuito IMMERSIONE TRA I DIRITTI, con la collaborazione dalla Sen. Elena Ferrara, in cui intervengono ospiti e si presentano gli esiti dei laboratori condotti nelle scuole.
Tutti gli aggiornamenti su questa edizione la trovate qui: www.ecodifondo.it/laboratori/ immersioni-teatrali-2024/, c’è ancora tempo per iscriversi ai laboratori, agli approfondimenti normativi e soprattutto alla visione degli spettacoli.
Per rimanere aggiornati sui prossimi eventi, vi consigliamo di seguire Giacomo e Giulia attraverso i canali social, ma soprattutto di non perdervi i prossimi spettacoli che proporranno. A tal proposito, i due attori e registi ci segnalano alcune cose importanti…
Intanto GRAZIE se vorrete con1nuare a seguirci, ci fa un immenso piacere.
Trovate il nostro calendario aggiornato alla pagina www.ecodifondo.it/calendario
Vi anticipiamo che proprio in Milano in questa stagione saremo in scena a Campo Teatrale con PATRIA, Storia di Caino e Abele (coproduzione Centro Teatrale Mamimò/Eco di fondo) sul periodo delle stragi tra gli anni ‘70 e ‘90 in Italia e PIGMALIONE, sulla vita di Kurt Gerron regista ebreo a venne commissionato un documentario su un campo di concentramento.
Come da tradizione, domandiamo anche a loro un libro/canzone/podcast/spettacolo teatrale che consigliano che parli della relazione tra teatro, psicologia, adolescenti.
Ci sarebbero tan1 spun1, ne vogliamo citare due in par1colare:
- Lettera agli adolescenti nei giorni del coronavirus di Matteo Lancini;
- Il libro IT GET BETTER edito da Dan Savage e Terry Miller, oltre che un libro, un progetto che ha ispiratola costruzione de La Sirenetta.
