Mother, Robert Wilson (Castello Sforzesco, Milano fino al 18/5)
Nel buio profondo della sala dell’ex ospedale degli spagnoli, la cui ambientazione è stata progettata dall’architetto Michele De Lucchi, ci compaiono a poco a poco, illuminati dalla luce di Robert Wilson, i visi della Madre e del Figlio della Pietà Rondanini di Michelangelo. La musica dello Stabat Mater di Arvo Part ci accompagna nel disvelamento delle forme non finite della Pietà. Robert Wilson dice: ‘La luce è ciò che dà forma allo spazio… Quando ho visto per la prima volta la Pietà Rondanini … ho percepito un’energia potente … Forse è proprio il fatto di essere incompiuta che la rende così straordinaria. E’ come una finestra aperta, uno spazio sospeso tra il visibile e l’invisibile.’
L’opera di Michelangelo dissolve le forme realistiche, ci libera dal definito.
‘Stabat Mater dolorosa iuxta crucem dum pendebat filius lacrimosa’.
‘Stava la madre affranta per il dolore, in lacrime, accanto alla croce da cui pendeva il figlio’. (Sequenza, preghiera, del XIII sec.)
La Pietà. Per tutte le madri i cui figli vengono uccisi.
